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QXCI-SCIO: FREQUENZE PER IL RIEQUILIBRIO ENERGETICO CORPO-MENTE E ANTISTRESS

QXCI-SCIO: FREQUENZE PER IL RIEQUILIBRIO ENERGETICO CORPO-MENTE E ANTISTRESS
"Ho scoperto che l'inconscio dei pazienti, è un sistema molto profondo e intelligente, molto piu' intelligente delle mente verbale, che è come un bambino che cerca di comprendere le cose". dr Nelson

domenica 8 gennaio 2012

PERCHE' IL VINO CONTIENE COSI TANTI SOLFITI?

I solfiti sono composti praticamente sconosciuti a gran parte delle persone, a meno che non soffrano di allergie o asma. Inconsapevolmente ogni giorno ne assumiamo in quantità elevate, infatti sono largamente usati nel campo alimentare come conservante per evitare effetti indesiderati e aumentare la durata dei prodotti.
Infatti sono largamente usati sia nel campo alimentare che farmaceutico come conservanti (azione antisettica), antiossidanti, coloranti e per ridurre l’imbrunimento di molti cibi.
Molte volte vengono usati anche nel materiale di imballaggio come cellofan per ridurre al minimo il deterioramento degli alimenti. 

Gli alimenti che contengono questo additivo sono molteplici, ne riportiamo una breve lista:
-vino
-birra (meno frequente) alcolica e non alcolica
-alcuni cereali che contengono aggiunte di amidi particolari
-prodotti di salumeria
-Succhi di frutta
-frutta disidratata
-marmellate
-insalate e macedonie in ristoranti e alberghi (in alcuni casi vengono usati degli spray per evitare che imbruniscano, mantenendo cosi un aspetto "fresco")
-frutta secca

La soglia massima di assunzione giornaliera è posta tra 0 e 0,7mg per kg di peso ideale, che può essere tranquillamente superata a causa dell’ubiquità di tale additivo, soprattutto nei forti consumatori di frutta secca e vino. Negli adulti la maggior fonte di solfiti è rappresentata proprio dai vini.
Tenete presente ad esempio che un uomo di 70 kg può al massimo assumere 50 mg di solfiti al giorno ed un vino in media ne contiene 150mg/l, quindi con 330ml raggiunge la dose massima consentita al giorno, senza tener presente che i solfiti si trovano in moltissimi altri cibi che quotidianamente si consumano.

Perché il vino contiene cosi tanti solfiti?
I solfiti nel vino vengono aggiunti sotto forma liquida, gassosa o solida (metabisolfito di potassio) per esplicare le seguenti funzioni: 
-Antisettica: interferisce sulle funzioni vitali dei microrganismi, inibendoli o provocandone la morte. Essa si comporta in modo selettivo, colpendo prima i batteri, poi i lieviti, per cui, a seconda delle quantità adoperate, può essere impiegata per eliminare solo i primi od entrambi.
-Antiossidasica: inibisce gli enzimi ossidatici tirosinasi e laccasi. Un vino non ha l’obbligo di riportare in etichetta la dicitura solfiti, quando la loro concentrazione non è superiore a 10mg/l.

Tenete presente che ottenere un vino con zero solfiti è quasi impossibile, in quanto i lieviti ne producono naturalmente una piccola quantità. La cosa però sulla quale vi invito a riflettere è che se un vino contiene 11g/l di solfito oppure 250g/l voi non lo saprete mai, perché in etichetta non è obbligatorio riportare le quantità, ma piuttosto i produttori sono obbligati a segnalarne la presenza.

Quindi in situazioni di incertezza, o si conosce direttamente il produttore, oppure se si va alla cieca conviene orientarsi verso prodotti senza solfiti aggiunti, che per fortuna esistono in commercio.
Ad esempio il sito senzasolfiti.it è la prima enoteca on line specializzata nella vendita di vini senza solfiti.

Quali effetti ha l'anidride solforosa sulla salute?
L’anidride solforosa provoca vari disturbi, infatti influenza negativamente l’assorbimento della vitamina B1, provocando irritazioni gastriche e il famoso cerchio alla testa (anche se alcuni autori non sono d’accordo).
In particolare i solfiti sono molecole che creano reazioni non allergiche ma reazioni di sensibilità. In particolare può causare disturbi respiratori in soggetti asmatici pochi minuti dopo l’ingestione di alimenti che contengono solfiti (Halpern GM et al, 1985 Annals of allergy).

Altri lavori hanno confermato gli effetti avversi che i solfiti procurano al corpo (es. H. Vally et al; Clinical effects of sulphite additives, Clinical & Experimental Allergy, 2009). Resta solo che chiedersi se siano veramente necessari e se l’industria alimentare non debba rivedere le proprie posizioni su questo additivo.

Inoltre l'anidride solforosa può apportare anche questi effetti indesiderati:
-Anormale apporto di ossigeno al sangue con conseguente cefalea
-inibizione della secrezione della pepsina (enzima proteolitico dello stomaco)
-irritazione della mucosa gastrica con conseguente nausea e vomito
Quindi impariamo per prima cosa a bere sano e naturale con i vini senza solfiti, e inoltre impariamo a leggere le etichette dei prodotti quando andiamo a fare la spesa. I solfiti sono additivi e come tali la loro aggiunta va segnalata sotto forma di sigla (E che indica la sigla dei conservanti).
Inoltre tutti i vini alla quale sono stati aggiunti i solfiti riportano la scrittura "Solfiti Aggiunti".

La sigla sugli alimenti compresa tra E220-E228.
E220 Anidride Solforosa
E221 Sodio Solfito
E222 Sodio Solfito Acido
E223 Sodio Bisolfito
E224 Potassio Bisolfito
E226 Calcio Solfito
E227 Calcio Bisolfito Acido
E228 Solfito Acido di Potassio

Se ci tenete alla vostra salute, ora che lo sapete iniziate a controllare le etichette dei cibi che normalmente consumate, e se siete consumatori abituali di vino (soprattutto vini bianchi) prendete in considerazione il consumo di vini senza solfiti aggiunti.

Fonte: altrasalute.it. Tratto da: http://www.ecplanet.com/node/2957

 

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Esistono etichette di vini senza solfiti aggiunti reperibili in qualche supermercato e al Naturasì

-Nonso di Castel d'Arcano (UD)
- Le carline Lison (Ve)

Ad ogni modo, per minimizzare l'impatto del consumo di vino con solfiti aggiunti, versare il contenuto della bottiglia in una brocca decanter e lasciarlo per circa 30-40 min. di modo che quasi tutti i solfiti evaporano. Trascorso questo tempo si può consumare il vino.

Marco Tebaldi ha detto...

Quasi tutto vero. 150 mg/l non è la media del contenuto in solfiti dei vini attuali, ma il massimo consentito dalla legge per i vini rossi.
Dissento dall'affermazione "il vino contiene così tanti solfiti", generica e tendenziosa. Il che non toglie che va fatto uno sforzo per ridurli quanto più possibile.
Per chi volesse approfondire, www.freewine.eu
Marco Tebaldi, enologo