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TRATTAMENTI DI RIEQUILIBRO ENERGETICO INFORMAZIONALE CON LA QXCI-SCIO

TRATTAMENTI DI RIEQUILIBRO ENERGETICO INFORMAZIONALE CON LA QXCI-SCIO
La guarigione non locale a distanza, in subspazio, con la qxci-scio

martedì 27 settembre 2016

VACCINO ANTI-PERTOSSE: ECCO COME ALIMENTA NUOVI CEPPI DI BORDETELLA PERTUSSIS



Intervista al dottor Girolamo Giannotta, che rivolge un appello ai sanitari ed al mondo accademico, poiché trattasi di requiem per un defunto vaccino, che è inefficace nel medio-lungo periodo 

di Cinzia Marchegiani

Stanno facendo un baccano assordante le notizie che riguardano l’inefficacia del vaccino anti-pertosse. L’Osservatore d’Italia [la fonte di questo articolo, ndr] come sempre cerca di fornire strumenti d’informazioni validi per profondere concetti ed informazioni che siano più chiari e semplici possibili per i nostri affezionati lettori. Della pertosse si sa che è una malattia infettiva di origine batterica molto contagiosa, causata dal batterio Bordetella pertussis. 

Un altro batterio della stessa famiglia, la Bordetella parapertussis, è all’origine di una malattia simile, la parapertosse, che si manifesta però con sintomi più lievi. La pertosse viene annoverata fra le malattie infantili, come la rosolia, il morbillo, la varicella e la parotite, e colpisce prevalentemente bambini sotto i 5 anni. L’uomo è l’unico serbatoio noto del batterio, di conseguenza la trasmissione della malattia avviene solo fra esseri umani.

Un adeguato e precoce trattamento antibiotico permette la guarigione in una quindicina di giorni. A differenza delle altre malattie infantili, l’immunità conferita da una prima infezione non è definitiva, ma declina col tempo. Esiste un vaccino che dovrebbe immunizzare e proteggere soprattutto i bambini da questa malattia, ma dal portale dell’Epidemiologia della sanità pubblica si apprende però che nelle popolazioni vaccinate si è osservato un ritorno della pertosse a causa della perdita progressiva di immunità e, in effetti, quando è stato introdotto il vaccino 30 anni fa non venivano utilizzate le dosi di richiamo. In Italia la pertosse viene obbligatoriamente notificata alle autorità sanitarie.

Intervistiamo il nostro affezionato dr Girolamo Giannotta, in merito al vaccino anti-pertosse che lui stesso ha presentato con una frase che non lascia incertezze: “La requiem per un defunto vaccino”.

Nell’assordante silenzio che pervade il mondo accademico e le nostre massime Autorità Sanitarie, la sua voce nell’arco di un mese si è sollevata ben tre volte per dire che questo vaccino è morto ed andrebbe sepolto al più presto prima di amplificare a dismisura i danni già prodotti. Cosa sta accadendo?
Poiché la storia ha un senso, devo preliminarmente ricordare che l’ho detto anche nel corso di un’intervista radiofonica il 30 aprile, l’ho ripetuto ad un convegno il 23 maggio, ed ora sono qui per il terzo appello. Purtroppo, per il concorso di diverse cause, questo vaccino non solo non funziona più, ma rende i vaccinati ospiti privilegiati per i nuovi ceppi di Bordetella pertussis che infettano preferibilmente i soggetti vaccinati adolescenti e giovani adulti, che, a loro volta, diffondono la malattia in seno alla popolazione della quale sono parte.

Dove risiede la causa di questo fallimento vaccinale?
La prima causa del fallimento risiede nella ridotta durata dell’immunità evocata dal vaccino. A prova e testimonianza di quello che dico, il 4 maggio 2015, Acosta et coll. del CDC affermano che: “La protezione da vaccino DTPa diminuisce entro 2-4 anni. La mancanza di protezione a lungo termine, dopo la vaccinazione, ha probabilmente contribuito all’aumento della Pertosse tra gli adolescenti”. Quindi, è lapalissiano che l’immunità, evocata dalla pratica vaccinale, svanisce abbastanza rapidamente, fino al punto da rendere gli adolescenti suscettibili alla malattia.

Il secondo elemento, che chi produce i vaccini non ha mai considerato, è il comportamento del microbo sotto la pressione selettiva esercitata dalla vaccinazione. La pressione selettiva esercitata dal prodotto vaccinale, che contiene tre antigeni della Bordetella (Pertactina, tossina della pertosse detossicata ed emoagglutinina filamentosa), ha spinto i ceppi dominanti attuali a privarsi della pertactina. Tale strategia microbica ha consentito la diffusione dei ceppi pertactina-negativi (PRN-) che ora dominano la scena mondiale. Questi ceppi trovano, per oscure ragioni, i loro ospiti privilegiati che sono i giovani vaccinati nei quali si replicano e producono la malattia. Questi stessi soggetti, attualmente sono quelli che diffondono la malattia nella comunità d’appartenenza.

Insomma ci sta dicendo che si continua a vaccinare pur sapendo della sua inefficacia e potenzialità di trasmettere i nuovi ceppi di “Bordetella pertossis” ad altri individui, il vaccino è una sorta di untore?
Purtroppo una veloce consultazione della letteratura scientifica recente consente di articolare un’analisi critica sullo stato dell’arte in cui versa il mondo scientifico, come al solito capace solo di reiterare le iniezioni vaccinali come unico ed esclusivo rimedio a tutti i mali del mondo. Però sono particolarmente felice di iniziare questo viaggio partendo da un matematico e da un biologo.

Nel 2015, Riolo and Rohani, sostengono che un richiamo vaccinale (booster) non va bene per tutti. Ma non è questa la materia del contendere. In tutta coscienza questi autori si pongono il problema dell’efficacia finale dei programmi di richiamo del vaccino (boosters), invitando ad individuare correttamente le cause reali della ricomparsa della pertosse, poiché con una diagnosi errata del problema tutto diventa inefficace e costoso.

Che sia costoso è lapalissiano, e che sia inefficace lo dimostrerò. Poiché il mondo della scienza in campo vaccinale ha il suo dogma centrale nel concetto di “una fiala per tutti”; non è nella concezione mentale di costoro considerare che esistono due osti con i quali fare i conti: il sistema immunitario del soggetto e la strategia di sopravvivenza del patogeno sotto la pressione selettiva determinata dal programma vaccinale.

Dr. Giannotta, il vaccino anti-pertosse ha fallito il suo obiettivo?
E’ un concetto semplice da dimostrare, il principio su cui si regge la filosofia vaccinale è quello di evocare una risposta immune adattativa di durata illimitata nel tempo (spesso con eccessiva enfasi ed ottimismo, si dice a vita), tramite la somministrazione di un preparato vaccinale; ne consegue che se la risposta evocata è evanescente o sparisce nel tempo, il vaccino ha miseramente fallito il suo unico obiettivo.

Importanti affermazioni dr. Giannotta, da quali studi ha dedotto questa importante affermazione sul vaccino antipertosse?
Un rapido cammino analizzando gli studi sulla durata dell’immunità evocata dal vaccino anti-pertosse, ci permette di comprendere meglio questo vaccino. Nel 2012, Klein et coll. affermano che l’immunità contro la pertosse diminuisce nei 5 anni successivi alla quinta dose di vaccino. Nello stesso anno, Witt e coll. si accorgono che l’immunità vaccinale dura poco e propongono una serie addizionale di dosi boosters prima dell’adolescenza. Lo studio però non ha tipizzato i ceppi in causa nell’epidemia. Come prima riferito, Acosta et coll. affermano che la protezione da vaccino DTPa diminuisce entro 2-4 anni.

Come unica e sola risposta all’evanescenza dell’immunità specifica nel tempo, vengono solo proposte dose boosters a varie età. Infatti, Freitas e coll. nel 2011 affermano che una dose booster a 12 anni di età è la migliore strategia per ridurre l’impatto nei bambini più suscettibili alle complicanze della pertosse. Gli italiani Carlino e coll., nel 2013 sostenevano che per ridurre l’incidenza e le complicazioni della pertosse nei neonati e nei soggetti immuno-compromessi, erano raccomandate dosi vaccinali di richiamo. Leggermente più rassegnati, ma comunque insistenti, sono Barlow et coll., che nel 2014 affermano che i bambini vaccinati e gli adolescenti che contraggono la pertosse hanno una malattia meno lunga e meno severa. A fronte di questo evidente insuccesso vaccinale, gli autori sostengono che bisogna comunque vaccinare gli individui ad alto rischio.

Per sintetizzare queste correnti di pensiero monotematiche, potrei dire che: comunque vada vacciniamo ancora con altre dosi supplementari.

Cosa sappiamo del ceppo “Bordetella Pertussis”, responsabile della pertosse anche nei soggetti vaccinati? E’ logico continuare a vaccinare anche se i ceppi sono mutati?
La Bordetella pertussis ha adottato le sue strategie vincenti sotto la pressione selettiva operata dalla campagna vaccinale contro la pertosse. Nel 2014 Lam et coll. hanno analizzato i ceppi di B. pertussis nel corso di un’epidemia australiana di pertosse, verificatesi tra il 2008 ed il 2012. Il 30% dei ceppi isolati non contenevano l’antigene vaccinale pertactina, ed hanno dimostrato che la B. pertussis è in continua evoluzione in risposta alla pressione selettiva esercitata dal vaccino.

Nel 2012, Theofiles et coll. hanno studiato i ceppi coinvolti nell’epidemia del Minnesota ed erano tutti ceppi senza pertactina. A dispetto delle evidenze, Gambhir e coll., nel 2015 dicono che l’epidemia americana del 2012 si spiega con una ridotta durata della protezione immunitaria, e lo dicono ricorrendo ad un loro modello matematico. Come risulta evidente, la vera causa dell’epidemia del 2012 nel Minnesota erano i ceppi PRN- (pertactina negativi) e non la ridotta riduzione della protezione immunitaria che è il preambolo al tema monocorde: ancora una dose di vaccino.

È sempre assodato che l’immunità specifica anti-pertosse è evanescente, ma continuare a vaccinare in presenza di ceppi mutati è una vera follia, un non senso scientifico, un voler far pagare agli adolescenti futuri il prezzo delle nostre scellerate decisioni.
Seguendo i dettami di questo particolare mondo scientifico approderemo a queste conseguenze:

1. Il vaccino anti-Pertosse rimarrà inefficace.
2. Si amplierà la sub-popolazione suscettibile alla Pertosse.
3. La Bordetella pertussis troverà molto ospitali i soggetti vaccinati.
4. I soggetti vaccinati diffonderanno la Pertosse poiché ospiti privilegiati dei nuovi ceppi batterici PRN-.

Dr. Giannotta, lei invita il mondo sanitario all’obbligo e necessità di capire cosa sta accadendo con questo vaccino senza pregiudizi, ancorandosi seriamente alla deontologia del medico, che non deve nuocere al paziente
Certo, concludendo, posso dire che dal matematico e dal biologo è arrivata l’unica cosa sensata, che l’ambiente medico dimostra di non aver considerato visto com’è
impegnato a promuovere dosi aggiuntive di un vaccino incamminato sul viale del tramonto. 

lunedì 26 settembre 2016

Bruno Groring: il grande guaritore che mori solo, in una clinica a Parigi


Il mistero di Bruno Gröning, guaritore miracoloso di Herford

Uno dei principali obiettivi della teoria e della ricerca sociologica, implica l’identificazione dei molteplici aspetti della società evidenziandone i fenomeni che la caratterizzano. Il presente elaborato si colloca in quella tradizione di studi che fa proprio questo principio, trattando una tematica complessa e controversa: la 'guarigione miracolosa'.
 
Tale evento sovrannaturale, quando accade, trova prevalentemente una sua spiegazione nella religione perché rappresenta, generalmente, per gli esseri umani il ponte ufficiale tra l’uomo e la divinità. Dio s’incarna in Gesù Cristo per ribaltare ogni concetto dogmatico attraverso la Sua parola taumaturgica e trasforma gli uomini da servi peccatori a figli di un Padre buono. Gesù li guarisce salvandoli per mezzo della fede, sostenendo che i suoi discepoli possono compiere le stesse azioni “nel Suo nome” in quanto dotati dei doni dello Spirito Santo, e per tali motivi legittimati a proseguirne l’opera salvifica.
È con spirito valutativo, dunque, che è stata affrontata l’area sociale, poiché molti individui si auto-definiscono guaritori. Un settore, questo, saturo di varie realtà, spesso inquietanti, legate a scopi di lucro che ben poco hanno a che vedere con i miracoli di Gesù Cristo. Per simili ragioni, ne vengono a soffrire quei personaggi che, nella verità dei figli di Dio, attuano guarigioni inspiegabili all’intelletto umano, naturalmente a titolo gratuito, e che affermano di essere soltanto umili strumenti di Dio: come nel caso di Bruno Gröning. Un uomo divenuto un fenomeno mondiale negli anni ‘50 meritevole di essere citato per il suo operato…

La storia di un uomo semplice

Bruno Gröning nasce a Danzica il 31 maggio del 1906 in un momento storico spinoso. È il quarto di sette figli e la madre, che ha sempre avuto parti dolorosi, lo mette al mondo – con stupore della levatrice – circondata da un fascio di luce che avvolge sia lei che il bimbo; poi scende dal letto e si reca dal marito che si trova a miglia di distanza. Da quel momento accadono strani fenomeni.
 
Infatti, fin dalla prima infanzia, Bruno dimostra di possedere rare qualità, alla sua presenza guariscono persone ed animali e, di sovente, si allontana per immergersi nel silenzio del bosco, nei pressi della sua abitazione. Il padre August, un uomo rigido e incline alla collera, lo maltratta per queste 'bizzarrie' e l’unica a proteggerlo è sua madre, una donna dolce e mite. Il bambino, pertanto, vive la sua infanzia in un’alternanza tra il bene e il male, ed i suoi comportamenti originali scatenano rabbia e sconcerto al punto che in famiglia viene definito 'il matto'.
A causa della prima guerra mondiale riesce a frequentare la scuola fino alla quinta classe. Impara presto a guadagnarsi da vivere facendo il falegname, il muratore, l’elettricista, il meccanico, ed altri mestieri…
Si sposa nel 1927 all’età di 21 anni. Il suo non è un matrimonio felice, la moglie non lo comprende e non crede nella sua forza guaritrice. Dall’unione nascono due figli Harald e Gűnter (1931-39 e 1939-49) che muoiono entrambi in ospedale. Durante la seconda guerra mondiale è chiamato alle armi, combatte sul fronte russo dove viene imprigionato. Nel duro periodo di prigionia freddo e fame attanagliano lui e i suoi compagni, tuttavia Bruno riesce a provvedere ad essi comunicando agli ufficiali russi che per ordini che vengono “dall’alto” devono distribuire cibo ed abiti pesanti per tutti. E stranamente i militari obbediscono…
Riacquista la libertà durante la profonda trasformazione della Germania e trasferitosi nella parte Ovest del Paese inizia la sua missione, quella che lo condurrà a divenire 'Il medico dei miracoli'. Siamo nel 1949.

Tra il cielo e la terra vi sono cose che sfuggono all’intelletto…

Bruno Gröning si spinge nella zona della Ruhr, dove sempre più persone guariscono dalle loro malattie. Si sposta di casa in casa chiamato ad aiutare, sempre disponibile ed instancabile finché un giorno un ingegnere di Herford lo invita a far visita al figlio di nove anni, malato di distrofia muscolare progressiva. Bruno riesce a far camminare il piccolo ed il padre, commosso, lo prega di rimanere presso di lui per aiutare altri malati. Egli accetta e da quel momento la sua fama si espande, ogni giorno arriva sempre più gente da ogni parte della Germania.
Tutti parlano di lui e del fenomeno Gröning. La stampa tedesca inizia ad occuparsi del caso, i più importanti giornali lo definiscono 'il medico dei miracoli' ed anche la stampa internazionale ne viene a conoscenza.
Da un estratto di Revue, Il miracolo di Herford:
“Giorno e notte arrivavano masse di gente ad Herford – scrive il cronista - nella piazza Wilhelm al numero 7, casa nella quale alloggiava Bruno Gröning presso i genitori del bambino che aveva guarito. La miseria umana che si manifestava era impressionante e senza limite. Nei giardini circostanti la casa e nelle zone vicine sedevano gli ammalati sulle sedie a rotelle, distesi su barelle, aspettando di essere guariti... Da ogni parte della Germania arrivavano i sofferenti, i giovani e i vecchi, le donne, le ragazze, i bambini di ogni classe sociale, americani, inglesi, belgi, svizzeri, svedesi, ungheresi, polacchi, ed anche zingari richiamati dalla guarigione di un bambino zingaro muto. Infermi, ciechi, sordi, una comunità di miseria e di bisogno. Gente povera senza speranza con un unico desiderio: guarire!”
Il sensazionalismo intorno al 'medico dei miracoli' si protrae nel tempo mantenendo la Germania con il fiato sospeso. Viene girato un film e chiamate in causa Commissioni Scientifiche e Tribunali, che vietano a Bruno di operare guarigioni perché viola l’onore professionale dei medici. Si espongono anche le più alte cariche dello Stato con pareri contrastanti.
Il Ministro della Previdenza Sociale della Westfalia e Reno del Nord accusa Bruno Gröning di abuso della legge empirica, mentre il Presidente Ministeriale della Baviera dichiara che per l’eccezionale apparizione di questo straordinario uomo, non si può gettare alle ortiche la sua opera, che definisce "libera opera d’amore". Inoltre, la Chiesa Protestante ritiene il suo operato incompatibile con i dettami della fede, mentre numerosi sacerdoti cattolici lo seguono con fiducia, definendo le guarigioni benedizioni donate da una Forza Superiore…
Tra la miseria umana e la contesa, si spalanca un abisso di difetti umani e Bruno stesso commette l’errore di affidarsi - per la gestione di quella che ormai è un’attività che coinvolge migliaia di persone - a soci interessati soltanto a sfruttarlo lucrando sul suo operato, che lo espongono ancora una volta all’attenzione della giustizia. Ma viene assolto dai giudici di Monaco di Baviera che, pur riconoscendogli la buona fede, gli ordinano di cessare ogni attività.
Dopo il processo Gröning presenta il suo operato come un insegnamentopo il processo Gröning presenta il suo operato come un insegnamento spirituale, staccandosi da quei 'dottoo spirituale, staccandosi da quei 'dottori' che chiedono denaro ai sofferenti. Ma la situazione peggiora e nel 1955 viene implicato in una serie di vicende giudiziarie; i mancati guadagni hanno indispettito alcuni individui che si definiscono medici. Tra questi il suo maggior accusatore è Otto Meckelbur, che per vendetta fa riemergere una storia grave accaduta anni prima, da lui stesso manipolata con lo scopo di distruggere la figura di Bruno, che viene accusato di aver promesso la guarigione dalla tubercolosi ad una ragazza, in seguito deceduta.
Nel 1956 è assolto dall’accusa di omicidio e condannato per esercizio abusivo della professione medica, dopo due anni, in appello, viene nuovamente ingiustamente incriminato. Bruno Gröning tenterà un ricorso, ma ormai è troppo tardi: gli viene diagnosticato un cancro allo stomaco. A Parigi, durante i due interventi, lascia interdetti i medici che trovano i suoi organi interni, non devastati da un cancro, ma completamente carbonizzati…
Termina i suoi giorni il 26 gennaio del 1959, il processo si concluderà a causa del decesso dell’imputato, la cui sentenza definitiva non sarà mai pronunciata. L’urna con le sue ceneri è deposta presso il cimitero forestale di Dillenburg.
Il 'guaritore miracoloso di Herford' colui che aveva guarito migliaia di persone, morì solo, in una clinica di Parigi. Ma perché accadde? Perché sopportò una sofferenza così amara e tante ingiustizie? Perché non poté aiutare se stesso?
Grete Häusler - fondatrice dei Circoli degli amici di Bruno Gröningin tutto il mondo, così scrive nel suo libro Das Heil erfahren das ist Wahrhei:
“Bruno Gröning nella sua breve permanenza su questa terra ha portato tanto bene. Il dono di aiutare gli era innato fin dalla culla. Dovunque egli andasse accadevano cose meravigliose, non spiegabili con l’intelletto. Al pubblico si presentò nel 1949 e dopo le migliaia di guarigioni, dopo soli tre mesi, gli fu vietato di aiutare. Fu inseguito, perseguitato e processato più volte. Si volle penalizzarlo e condannarlo. Perché? A chi ha fatto del male? A nessuno. Ha fatto soltanto tanto bene a moltissime persone…Era innocente ma si volle punirlo. Era innocente ma gli fu vietato ciò che Dio gli aveva ordinato di fare: aiutare gli uomini!”
Bruno Gröning non era un guaritore, ma un grande mistero… Un mistero di Dio.


http://www.macrolibrarsi.it/libri/__bruno-groning-il-dottore-dei-miracoli-libro.php?pn=1184

domenica 25 settembre 2016

l Clistere di Caffè: una benedizione anche per fegato e sangue

caffè verde BIO


Da parte di professionisti nel campo della medicina alternativa e olistica ormai da molti anni viene usato un clistere che utilizza non l’acqua ma il caffè con lo scopo di disintossicare il fegato.
Un clistere di caffè, quando fatto correttamente, fa produrre al fegato più bile, apre i dotti biliari, e fa in modo che la bile fluisca. In questo processo, un fegato intossicato può scaricare molte delle sue tossine nella bile e sbarazzarsene in alcuni minuti. Questo spesso dà grande sollievo a tutto il corpo, e spesso fa la differenza tra giacere con la sensazione di sentirsi miserabili e sentirsi bene e essere attivi. I clisteri di caffè sono anche efficaci nell’alleviare il dolore. I pazienti di cancro, per un esempio, possono ottenere sollievo dal dolore anche quando i farmaci non hanno dato esito.
Gli effetti di un clistere con caffè sono differenti da quelli di uno con semplice acqua e sale e questa differenza è costituita dalla caffeina presente nel caffè.
La caffeina, la teobromina e la teofillina stimolano il rilassamento dei muscoli lisci causando la dilatazione dei vasi sanguigni e dei dotti biliari. Gli effetti di un clistere con caffè non sono gli stessi del bere caffè. Le vene nella zona anale sono molto vicine alla superficie dei tessuti. La caffeina viene assorbita facilmente e in quantità maggiore di quando il caffè viene bevuto.
Il caffè non passa attraverso il sistema digestivo, e non influisce sul corpo come quando lo si prende come bevanda. Invece, il clistere di caffè stimola sia il fegato che la cistifellea a rilasciare le tossine, che vengono poi eliminate dal colon.
All’inizio del trattamento, se la bile contiene molte tossine, può produrre spasmi nel duodeno e nell’intestino tenue e causare un po’ di deflusso nello stomaco. Questo può causare sensazioni di nausea, che potrebbero portare al vomito della bile. Se accade questo, bere una buona quantità di tè di menta piperita forte aiuterà ad annullare la bile nello stomaco e a portare sollievo.
È interessante osservare che bere una tazza di caffè ha un effetto completamente diverso dal fare un clistere. Bere caffè causa i seguenti problemi:

  • Aumenta la reazione riflessa
  • diminuisce la pressione del sangue
  • aumenta la frequenza del battito cardiaco
  • causa palpitazioni e insonnia
  • stimola le ghiandole surrenali
  • irrita lo stomaco
  • lascia un residuo tossico nel corpo
Un clistere di caffè, quando fatto correttamente, non produrrà questi effetti.
Nota: Due clisteri di caffè in una settimana durante un periodo di disintossicazione generale vanno bene per la maggior parte delle persone, ma non per tutti. Se i clisteri di caffè facessero sentire peggio una persona anche utilizzando caffè biologico, dovrebbe smettere di praticarli. I clisteri di caffè dovrebbero essere utilizzati con cautela. Quando se ne fanno troppi sono stressanti per il fegato e possono causare tensione. Dopo il periodo di disintossicazione, i clisteri di caffè dovrebbero essere impiegati solo come un’emergenza, non come un booster di energia.

Benefici per il fegato

Il caffè ha una composizione chimica che è stimolante. Contiene delle molecole, palmitati, che aiutano il fegato a trasferire le tossine nella bile. Il caffè viene assorbito dalla vena emorroidale e trasferito al fegato. Con i dotti dilatati la bile riversa nel tratto gastro-intestinale le tossine. Contemporaneamente l’azione peristaltica viene attivata dal clistere, causando l’eliminazione delle tossine tramite evacuazione dal colon.
Un clistere di caffè è abbastanza utile durante una malattia grave, dopo un ricovero ospedaliero, e dopo l’esposizione a sostanze chimiche tossiche. Questo clistere può anche essere utilizzato durante digiuni per alleviare eventuali emicranie causate talvolta da una aumentata eliminazione di tossine.

Procedura:

Prima di fare il clistere di caffè, e opportuno ripulire il colon con due o tre clisteri tradizionali, dopo di questo passa al clistere di caffè. A differenza dei clisteri di sola acqua, Il liquido dovrebbe essere ritenuto nel colon da 12 a 15 minuti. E’ utile avere un orologio in vista. Il Dr. Gerson ha scoperto che tutta la caffeina viene assorbita entro 12 minuti circa. La caffeina passa attraverso le vene emorroidali direttamente nelle vena portale e quindi nel fegato. Dopo 15 minuti, evacua.
Se sperimenti tensione o spasmi nell’intestino utilizzando un clistere, prova a utilizzare acqua più calda (da 37° a 38° è una buona temperatura) per aiutare a rilassare l’intestino. Se l’intestino è debole o flaccido, prova invece a utilizzare acqua più fredda (da 24° a 27°) per aiutare a rafforzarlo.
Il caffè coltivato biologicamente è assolutamente essenziale. Le sostanze chimiche, i diserbanti e gli antiparassitari presenti nei caffè coltivati commercialmente potrebbero causare danni al fegato quando utilizzati in un clistere. Usa solo caffè biologico.

In una pentola o in un bollitore aggiungi 3 cucchiai da tavola colmi di caffè macinato ) a 1 litro d’acqua (preferibilmente distillata, se vogliamo essere fiscali). Fai bollire per 3 minuti, poi continua a fuoco lento per 20 minuti. Copri con un coperchio. Quindi lascia raffreddare fino ad una temperatura più o meno vicina a quella corporea.
Metti il caffè così ottenuto (circa un litro) in una borsa per clisteri del tipo da appendere.
Per lubrificare il beccuccio da introdurre nell’ano non usare creme commerciali derivate dal petrolio. Puoi utilizzare vitamina E in forma oleosa oppure l’olio di germe di grano (puoi forare la punta di una capsula gelatinosa e spremerne il liquido. Anche il gel di aloe va bene.
La posizione migliore per il clistere è in ginocchio con la testa appoggiata sul pavimento.
Dopo che il liquido è stato inserito, ci si appoggia sul fianco destro per 15 minuti prima di evacuarlo.
Non preoccuparti se il liquido non viene evacuato dopo 15 minuti. Semplicemente continua a fare le normali attività fino a quando senti lo stimolo a evacuare.

Raccomandazioni:

Massimizza i vantaggi di questo clistere di caffè, pulendo bene prima il colon con dei clisteri tradizionali di acqua salata.
Non abusare dei clisteri di caffè utilizzandoli troppo spesso. Una persona ammalata di cancro può avere bisogno di fino a 3 clisteri al giorno. Un eccessivo uso di clisteri di caffè per più di 6 mesi può esaurire le riserve di di ferro, così come di altri minerali e vitamine, causando anemia e quindi vanno integrati con succhi vegetali spremuti. Non utilizzare clisteri di caffè oltre un periodo che va da 4 a 6 settimane. E’ importante fare una pausa e prendere supplementi di minerali e vitamine per reintegrare quelli persi. Puoi avere ulteriori informazioni leggendo questo articolo: Guarire con il Metodo Gerson
apparecchio clistere

Nota Importante:

I programmi di disintossicazione come la pulizia del colon e i clisteri di caffè non sono indirizzati a curare qualsiasi malattia, ma sono solo intesi ad aiutare il corpo a svolgere le sue naturali attività di disintossicazione e eliminazione. Rivolgiti al tuo medico prima e durante lo svolgimento delle pratiche descritte in questa pagina, come in qualsiasi altra di Medicinenon.

giovedì 22 settembre 2016

In risposta alla giornalista Ceccacci, di Mattino Cinque, sulle scoperte del dr Hamer



http://www.macrolibrarsi.it/libri/__testamento-per-una-nuova-medicina-germanica-tabella-sinottica-libretto-libro.php?pn=1184

di Paola Botta Beltramo:
email in risposta alla giornalista di Mattino Cinque che, tramite Alberto Medici, mi ha richiesto una testimonianza di guarigione di persona che ha seguito le scoperte del dr.  Hamer


Gent. Sig.ra Ceccacci,   ho rivolto la sua richiesta  ad alcune persone   che sono guarite da oltre dieci anni dal cancro o  da malattie oncoequivalenti senza cure convenzionali  e mi hanno risposto che preferiscono evitare  di raccontare le loro esperienze in tv perchè consapevoli che tali testimonianze   vengono  considerate   casi sporadici strani  perchè  si omettono spesso , per poco tempo a disposizione,   gli aspetti più importanti. 

Fra le persone che ho contattato vi sono anche quelle che hanno raccontato la loro storia al convegno tenutosi presso il gruppo teosofico di Aosta l’11 ottobre 2014 pubblicato anche dal sito Ingannati di Medici:
http://www.ingannati.it/2015/01/22/hamer-convegno-di-aosta-testimonianze-di-guarigione


Il convegno era stato ampiamente pubblicizzato dai media locali, l’ingresso era libero e le persone  che hanno reso  testimonianza  avevano tutte  i loro  documenti diagnostici. Colgo l’occasione per aggiungere che la teosofia, antica e moderna, auspica la ricerca delle cause del male e delle malattie in particolare perchè  utili anche ad  approfondire la conoscenza di sé. Ritengo , al di là delle scelte terapeutiche che a mio avviso dovrebbero essere libere, sia importante conoscere le cause per evitare eventuali possibili recidive e per avere più consapevolezza delle relazioni tra psiche-cervello-organi.   

L’attuale  fantastica  tecnologia e  le conoscenze anatomiche, chirurgiche, farmacologiche  ecc. derivano   dalle ricerche scientifiche  riduzioniste.   Stephen Hawking afferma  che una “teoria del  tutto” costituirebbe il trionfo del riduzionismo perché ridurrebbe tutti i fenomeni naturali ad una sola equazione matematica.   L’Istituto Italiano per il Futuro ritiene invece che “una teoria del tutto difficilmente spiegherebbe il  comportamento della società umana, né tantomeno sarebbe in grado di trovare una cura per il  cancro”. 

Se le cause delle malattie sono spesso di origine psico-biologica,  com’è da tempo accertato e non solo dalle scoperte del dr. Hamer  -  che ha avuto l’intuizione di scoprire, a differenza di prima, il collegamento tra i traumi psicobioligici ed i foglietti embrionali del cervello- (si pensi anche alla psiconeuroendocrinoimmunologia) e  poichè la mente  è individuale  lo studio di queste correlazioni si debbono affrontare in modo individuale. Ogni malattia è un unicum. Leggo dai media molte inesattezze sul dr. Hamer.

Egli  scrive a pag. 28   del suo libro “Testamento per una Nuova Medicina” :
“Amici miei, vi assicuro ancora una volta che sono, Dio sa, tutt’altro che un  razzista...Non faccio alcuna differenza con i miei pazienti....”

Ai suoi seminari, che in parte, pur non essendo medico né terapeuta, ho frequentato vi verano medici rabbini fra i quali Claude Sabbah, noto medico rabbino marsigliese che ha fondato in seguito  il sito “Biologie Totale”  Nello stesso libro  Hamer pubblica  le lettere indirizzate ad alcuni  medici. Penso che le sue “intemperanze” siano causate da critiche spaventose, carcere duro ecc. 

http://www.macrolibrarsi.it/video/__le-cinque-leggi-biologiche-del-dott-hamer-dvd.php?pn=1184 

Leggo anche che non darebbe cure ed è falso. Ho sentito persone che hanno assunto anche farmaci convenzionali ed alcuni medici che lo seguono evitano di sconsigliare a tutti la cure chemioterapiche, soprattutto a quelle persone che sono convinte in tal senso. Ho letto recentemente, in  relazione al  decesso di Eleonora Bottaro, alcuni articoli pubblicati su vari media   sconfortanti per tutta una serie di informazioni scorrette davvero incredibili. 

Un giornalista della Stampa scrive che si è recato presso l’abitazione attuale del  dr. Hamer, che non è stato da lui ricevuto, e che  invece  riceve ancora persone illuse in una possibile guarigione. Una signora molto nota scrive che, come lei sta ora facendo, occorre fare la chemio e invita a non credere a questi “zozzoni”.

Il dr. Hamer  ai suoi pazienti non richiedeva mai denaro o al massimo 5 euro a titolo simbolico. Mi risulta invece che esiste una chemio,  proposta alle persone più abbienti, che costa per una singola fiala giornaliera 1,500 euro. Conosco persone che si sono curate in tal modo per più anni, invano, e che, non essendo molto ricche, hanno dilapidato il patrimonio familiare. Esiste da molti anni. Ne ha parlato anche, durante una  puntata di Porta a Porta di qualche anno fa, l’allora presidente della Regione Emilia Romagna  Errani  il quale affermò che sarebbe stata sua  ambizione rendere mutuata questa chemio ma che sarebbe stato difficile  perchè costa dieci volte quella attualmente mutuata.  


Copio questo mio commento da questo post:
http://www.ingannati.it/2016/09/13/la-pretesa-meglio-dio/

“ Nell’articolo è scritto: “Malata terminale, Sì proprio così: malata terminale!!!”
dal sito: http://www.teosofia-bernardino-del-boca.it/categorie/genetica-epigenetica/

“L’applicazione delle tecniche di neuroimmagine ha dimostrato l’esistenza di una doppia via: una per il placebo e l’altra per il nocebo. La prima attiva il cosiddetto circuito del premio e del piacere, la seconda quella dell’ansia. La prima si basa sull’attività della dopamina e degli oppioidi, la seconda su quella della colecistochinina.” (Francesco Bottaccioli – “Placebo e Nocebo, il potere della mente” articolo pubblicato su “Repubblica” 9-2-2010 inserto “Salute” pag. 38 – sito simaiss)

Si può facilmente immaginare quale effetto nocebo possa procurare ad alcuni la diagnostica di tumore-cancro o simili, soprattutto quando viene detto loro il probabile restante periodo di vita.


Scrive il dr. Hamer nel suo libro “Testamento per una nuova medicina”:
“E’ universalmente noto che in circa il 98% dei pazienti, ai quali viene eseguita una radiografia, nel giorno della diagnosi di cancro non si riscontra alcuna “metastasi polmonare”. Ma in quel giorno al paziente viene anche detta tutta la presunta “verità”. Per la maggior parte di loro si tratta, come essi stessi dicono, di un terribile shock. ….

Nel 30-40% dei casi con la medicina classica troviamo degli adenocarcinomi polmonari già a partire da tre a quattro settimane più tardi….Negli animali non vediamo simili “metastasi polmonari” Il primario di Klagenfurt in una conferenza a cui ero presente nel 1991 disse: “Il dott. Hamer dice che gli animali hanno la fortuna di non capire quanto dicono i primari (qui si intende la prognosi) e per questo motivo non hanno metastasi”

La mia risposta fu: “Professore, per la prima volta oggi lei mi ha citato correttamente. Sembra che lei stia per capire la Nuova Medicina” (R.G. Hamer – “Testamento per una Nuova Medicina” ed. 2003 – pag. 397)”

Ovvio che è importante anche ciò che mangiamo, respiriamo ecc..  Hamer affermò che i suoi libri dovrebbero essere letti dalle persone sane e dai bambini. L’educazione è l’argomento più importante e complesso.  Allego copia  del terzo capitolo “se non ritornerete come bambini” del libro di Alberto Medici   “Coincidenze fra Cielo e Terra”.

Grazie. Un caro saluto. Paola Botta Beltramo


e qui la pubblicazione della mail  sul sito Ingannati:   http://www.ingannati.it/2016/09/21/tranelli-dellandare-tv/

mercoledì 21 settembre 2016

10 modi per usare l'argento colloidale



NaturalNews) l'argento colloidale è fatto di atomi di argento sospesi in acqua distillata. Le particelle di argento sono abbastanza piccole da penetrare a livello cellulare e distruggere i patogeni di tutti tipi, inclusi batteri funghi, spore parassiti e virus.
Non solo l'argento colloidale si disfa dei patogeni, ma aiuta anche a promuovere una rapida guarigione dei tessuti infettati o distrutti. Molti centri ustioni (l’autore è americano ndt) usano per le vittime, varie forme di argento e bendaggi intrisi di argento.

L'argento colloidale trova applicazioni in vari campi ed è facile da usare. Non ha effetti collaterali e lascia intatti i batteri benefici. Le notizie riguardo al fatto che la pelle si colorì di blu (argiria) sono ampiamente esagerate.

La Mafia Medica, ha la tendenza a gonfiare i rari incidenti relativi a effetti collaterali marginali, usandoli come tattiche per spaventare la gente mentre ignora le centinaia di migliaia di effetti collaterali che ogni anno derivano da farmaci prescritti correttamente.

 
10 modi per usare l'argento colloidale come auto-guarigione 
  1. Potete spruzzarlo intorno alle bruciature/ustioni per prevenire infezioni E promuovere una guarigione più veloce senza cicatrici
  2. Potete anche spruzzarlo su vesciche, herpes, piaghe e verruche, per una guarigione più veloce
  3. Se avete problemi di bronchite, potete mettere dell'argento colloidale in un nebulizzatore e spruzzarlo intorno all’area bronchiale mentre lo respirate 
  4. Delle piccole quantità prese quotidianamente come tonico, daranno ciò che alcuni definiscono un secondo sistema immunitario, per proteggere da influenze e raffreddori
  5. Le gocce di argento colloidale possono essere usate per le infezioni alle orecchie senza che questo causi effetti collaterali dannosi. Alcuni lo usano anche per gli occhi e nelle infezioni nasali. Puo’ anche essere introdotto  a livello anale con un clistere, per pulire il colon
  6. Può essere applicato in forma topica per le infezioni micotiche vaginali o orali . Puo’essere usato anche per infezione micotica dell’inguine.

    >>> tutto l'articolo qui: http://www.thelivingspirits.net/rimedi-naturali/10-modi-per-usare-l-argento-colloidale.html
    KIT PER GENERARE ARGENTO COLLOIDALE