IL PRESENTE BLOG RIPORTA E SOPRATTUTTO TRADUCE INFORMAZIONI INTERNAZIONALI SULLA SALUTE E BENESSERE CON MEZZI E RIMEDI NATURALI E NON CONVENZIONALI, PRESE SOPRATTUTTO DALLA RETE E I CUI AUTORI SONO MEDICI E PROFESSIONISTI DELLA SALUTE E RICERCATORI. SEGNALA ALTRESI POLITICHE ... "NON PROPRIAMENTE SALUTISTICHE" NEI CONFRONTI DELLA RAZZA UMANA, CHE CI STA A CUORE, SEBBENE CONSAPEVOLI CHE NON SIA LA SOLA INTORNO A NOI. SONO SEMPRE CITATE LE FONTI A CUI SI PREGA DI FARE RIFERIMENTO PER ULTERIORI DETTAGLI. NON SI ACCETTANO COMMENTI VOLGARI, DIFFAMATORI E AMBIGUI. NON E' UNO SPAZIO PER LA DISINFORMAZIONE.

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martedì 17 gennaio 2017

Biotecnologia e industria alimentare: cellule di feto abortito per creare aromi. News dal dr Mercola


by dr Mercola 
Per molti anni, gli anti-abortisti hanno messo in guardia da una nuova tecnologia per dare più sapore, dolce o salato, che utilizza cellule di feti abortiti nel processo di lavorazione. L'azienda  biotech, che usa questo processo insolito, la Senomyx,negli ultimi 7 anni [articolo del 17 marzo 2013, ndt] ha firmato contratti con la Pepsi, l’Ajinomoto Co (produttori di aspartame e colla di carne), la Nestlè ed altre aziende di cibo e bevande. 
L'obiettivo primario per molte di queste aziende alimentari, è quello di rendere saporiti cibi e bevande e al contempo quello di ridurre il contenuto di zucchero e sale. Mentre la Senomyx si rifiuta di rivelare i dettagli del processo, le sue applicazioni brevettate indicano che parte del segreto ha che fare veramente con l'uso di cellule renali umane, note come HEK293, che derivano da neonati abortiti.
Bisogna rilevare comunque che nessuna cellula di rene, o parte di essa, è presente nel prodotto finale. Piuttosto queste cellule sono parte del processo utilizzato per discernere i nuovi sapori. Detto questo, per molti tutto ciò è comunque “oltre le righe”. Due anni fa [ovvero 2011, ndt] dei gruppi antiabortisti, lanciarono una campagna di boicottaggio contro la Pepsi Co., spingendola a riconsiderare l'uso di aromi che derivavano da un processo in cui erano coinvolte cellule renali di embrioni abortiti.
Aldilà delle vostre convinzioni personali sul fatto di usare materiale biologico proveniente da un feto abortito, resta la questione se sia sicuro o meno usare sostanze derivanti dal biotech, per incrementare il sapore di un cibo.
Il Biotech si inventa nuovi sapori
La Senomyx, è un business di sviluppo e ricerca in ambito high tech, che è “dedicato a trovare nuovi sapori per ridurre zuccheri e sale”. La Senomyx è anche impegnata in un nuovo sforzo per scoprire e sviluppare dolcificanti ad alta potenza, per sostituire lo sciroppo di grano ad alto contenuto di fruttosio, dolcificanti artificiali e dolcificanti alle erbe naturali come la stevia, ad alcuni sgradita per il suo retrogusto.
Per raggiungere questo obiettivo, la Senomyx ha sviluppato dei composti brevettati, che incrementano il sapore, usando sistemi di analisi basati su “ricettori di gusto proprietari”. Si tratta di un sistema che testa il gusto e che fornisce agli scienziati risposte biochimiche e schermate elettroniche, quando un ingrediente di un aroma interagisce con il ricettore brevettato, facendo in modo che ricercatori sappiano se hanno o meno colpito nel segno in termini di aroma.
(…) Secondo un articolo del The New Yorker, pubblicato nel maggio 2011l'impianto di New York della Pepsi, ha un robot fornito di papille gustative umaneperché possa predire con affidabilità, ciò che potrebbe piacere agli umani. Per creare questo tester robotico del gusto, gli scienziati della Pepsi Co., hanno iniettato dentro cellule di coltura, le sequenze genetiche dei quattro ricettori di gusto  conosciuti, quindi hanno collegato elettricamente e direttamente le cellule al computer del robot. Il robot (che ha sostituito il tester del gusto umano per le prove di gusto iniziali) può campionare qualcosa come 40.000 campioni di aromi al giorno.
>>> tutto l'articolo qui:
La Fabbrica dei Malati  Cancro SPA   

lunedì 16 gennaio 2017

Sostanze acide e basiche: qual è la differenza? Cosa è il PH?


 La dieta pH 

Le sostanze finalizzate alla costruzione e al funzionamento dell’organismo umano sono decisamente numerose: aminoacidi, zuccheri, acidi grassi, vitamine, minerali ecc.; oltretutto, ciascuna di queste svolge un ruolo preciso nel corpo. Tutte queste sostanze possono essere classificate in due grandi gruppi: sostanze basiche (chiamate anche alcalinizzanti) e sostanze acide.

Con caratteristiche opposte, ma complementari, gli acidi e le basi sono entrambi fondamentali per lo stato di salute dell’organismo: quando queste sono presenti in quantità uguale si viene a creare una stabilità che viene detta “equilibrio acido-base”.

PH-filo Misurazione, Carta Reattiva  - 100 PezziChe cos’è il pH?

La differenza tra acidi e basi consiste nella loro capacità di liberare o di attirare ioni idrogeno; l’unità di misura del grado di acidità o di alcalinità di un organismo viene definito pH ovverosia la potenza (p) di liberare ioni idrogeno (H).

La scala di misura del pH va da 0 a 14 e la cifra 7 indica l’equilibrio tra acidi e alcalinizzanti (pH neutro): infatti, l’organismo funziona meglio quando l’ambiente interno presenta un pH di 7.39, quindi leggermente alcalino.

L’organismo umano per mantenersi in salute ha bisogno di equilibrio quindi l’eccessiva presenza di sostanze acide o sostanze basiche può creare danno alla salute. In particolare, mentre gli acidi liberano nell’organismo un numero cospicuo di ioni idrogeno, gli alcalinizzanti sono in grado di neutralizzarli.

Per  mantenersi in salute il nostro organismo dovrebbe quindi mantenere valori del pH il più vicini possibile alla “neutralità”.

L’equilibrio acido-basico è dunque un elemento fondamentale per il nostro benessere, che può tuttavia essere alterato da alcuni fattori, interni o esterni. Vediamo assieme quali.

Molte delle funzioni necessarie a produrre energia e a mantenerci in vita generano di per sé “acidità”. Questa acidità tuttavia, in una situazione di normalità, viene “neutralizzata” dal corpo.

Si pensi, per esempio, alle scorie metaboliche generate dal metabolismo dei grassi, dei carboidrati e delle proteine: molte di queste sono acide e un loro mancato smaltimento e il conseguente accumulo può, nel tempo, causare uno stato di “acidosi”.

Le conseguenze di un eccesso di acidità possono dunque essere insidiose per il nostro organismo. Per questo motivo è bene sapere come alcalinizzare il corpo quando l’equilibrio acido-basico viene alterato.

Oltre all’alimentazione, i fattori che possono contribuire a creare questo squilibrio sono:
    stress;
    consumo di alcol e sigarette;
    farmaci;
    inquinamento ambientale.

tratto da: http://www.drgiorgini.it  

Dr. Giorgini Martino


domenica 15 gennaio 2017

La beffa dell'extravergine


Puntata del 9.12 - "Extra vergine" una definizione che non lascia spazio ad equivoci. La realtà però e ben diversa! Patti chiari ha indagato e ha scoperto l'inganno


La definizione “extra” significa straordinario, superiore. Vergine invece richiama la purezza. Combinati questi due concetti definiscono un prodotto che si trova  sempre più spesso sulle tavole dei consumatori: l’olio extra vergine d’oliva. Ma attenzione: questo appellativo bisogna meritarselo. La qualità dell’extravergine infatti non può scendere a compromessi. L’olio extravergine deve rispettare norme precise. Acidità, difetti, sentori fruttati, tutto è fissato da una regolamentazione internazionale.
Insomma, con l’extravergine non si scherza. E la qualità, si sa, si paga.
Patti chiari ha voluto verificarla acquistando 12 oli tra quelli più conosciuti e apprezzati dai consumatori della Svizzera italiana: dalle marche famose come Bertolli e Carapelli, a quelle più a buon mercato vendute dai grandi magazzini, fino ai prodotti di nicchia con marchi DOP o IGP. Ecco la classifica dei vincitori. (Per scoprire la classifica del pubblico, qui i risultati del SONDAGGIO.)

Dai 12 oli testati tutto ci saremmo aspettati salvo scoprire che molti degli oli acquistati presentavano un'etichetta ingannevole. Avete capito bene: ingannevole! in classifica non ci sono nemmeno entrati. Ciò significa che quando un consumatore acquista una di quelle bottiglie non si porta a casa un extravergine, ma un olio di minore qualità.
Oli difettati, rancidi, vecchi, con sentori di muffa. Insomma una lista lunghissima di difetti, scoperti grazie all’analisi organolettica effettuata dall’unico gruppo svizzero di esperti certificato dal Comitato oleicolo internazionale: un cosiddetto panel test. E la bocciatura è clamorosa.



Ma come è possibile? Chi avrebbe dovuto controllare e perché non lo ha fatto? Cosa succede alle ditte che non rispettano le norme e ai negozi che le vendono? Come si difendono le aziende sotto accusa? Nei due servizi della puntata approfondiamo queste tematiche e ne discutiamo studio con Gianfranco De Felice, specialista di analisi organolettica del consiglio oleicolo internazionale.


fonte: http://www.rsi.ch/la1/programmi/informazione/patti-chiari/Inchieste/inchieste-andate-in-onda/La-beffa-dellextravergine-8355718.html

venerdì 13 gennaio 2017

Una lista di aziende di alimentari e farmaci che che usano cellule di feti abortiti



aggiornamento 15.1.17: dato l'altissimo numero di visite a questo post, qui un articolo di approfondimento e maggiori chiarezze:
Dr Mercola: come le cellule di un feto abortito vengono usate per creare aromi insoliti


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Una lista di aziende che usano cellule fetali  di neonati abortiti per “insaporire”. L’organizzazione “Children of God for Life” ha invitato  le persone a boicottare i prodotti delle maggiori grandi aziende alimentari associate alla  Senomyx, un’azienda biotech che produce additivi  artificiali per dare sapore, a meno che essa non smetta di usare cellule di feti abortiti per testare i suoi prodotti.

Tuttavia, la Senomyx e altre aziende elencate nel suo sito web come “partners” hanno deciso di ignorare la lettera. I giganti dell’industria alimentare come la Pepsico, Kraft Foods, Campbell Soup, Solae e Nestle sono il maggior obbiettivo del boicottaggio, sebbene la Senomyx annoveri altri partners internazionali sul suo sito web. 

 Il sito della Senomyx dice che  “i programmi chiave delle aziende che producono sapori e che si concentrano  sulla scoperta e sviluppo di  ingredient che danno i sapori , sulle caramelle ed altri additivi hanno inteso ridurre zucchero, sale e glutammato monopodico in bevande e cibi (…) “, proclamando che ” (…) usando ricettori gustativi umani isolati,abbiamo creato un sistema basato su ricettori di gusto che fornisce una schermata elettronica, quando un ingrediente di sapore interagisce con il ricettore” 

(…) ciò’ che viene nascosto al pubblico, è che stanno usando HEK 293 – human embryonic kidney cells ( cellule renali di embrione umano) presi da un neonato abortito prescelto per produrre questi ricettori ” ha detto  Debi Vinnedge, Executive Director di Children of God for Life, una organizzazione etica pro-vita che monitora l’uso (annuale) e la quantità di materiale fetale abortito nei prodotti cosmetici e medicali 

(…) Dopo molte richieste di informazione finalmente la  Nestlé ha ammesso la sua relazione con la  Senomyx, 

HEK (human embryonic kidney cells 293), è noto anche come HEK 293, 293, o meno precisamente come cellule HEK . é molto facile fare una coltura di  cellule di HEK 293  e facile trasferirle , ecco la ragione per cui sono state ampiamente usate nella ricerca cellulare biologica . Sono anche usate dalla industria biotech per produrre proteine terapeutiche e virus per la terapia genetica.  

Una list di prodotti che contengono cellule  HEK  
  • tutte le bevande e la Pepsi
  • tutti i beveraggi Sierra Mist e
  • Mountain Dew
  • tutta la birra  en Beer Mug Root Beer (Pepsi)
  • beveraggi No Fear
  • beveraggi  Ocean Spray
  • Caffè Seattle’s Best Coffee
  • beveraggi  Tazo
  • tutti i marchi di  “Energy Drink”
  • Acqua Aquafina 
  • Aquafina Water saborizas
  • DoubleShot
  • Frappuccino
  • Lipton tea ed altre bevande 
  • Propel
  • SoBe
  • Gatorade
  • Party Miranda
  • Tropicana
Tutti i prodotti Nestle
  • Inclusi i crimini per il caffè, le zuppe istantanee della Maggi, i dadi a cubetti,  il  ketchup, le salse, la zuppa di spaghettini 
  • .
Prodotti Kraft – Cadbury Adams LLC :       
  • Chewing gum:
  • Black Jack
  • Bubbaloo
  • Bubblicious
  • Chiclets
  • Clorets
  • Dentyne
  • Freshen Up Gum
  • Sour Cherry Gum
  • Sour Apple Gum
  • Stride
  • Trident
Caramelle Cadbury Adams LLC 
  • Sour Cherry Blasters
  • Fruit Mania
  • Bassett’s Liquorice
  • Maynards Wine Gum
  • Swedish Fish
  • Swedish Berries
  • Juicy Squirts
  • Original Gummies
  • Fuzzy Peach
  • Sour Chillers
  • Sour Patch Kids
  • Mini Fruit Gums
Altri di Cadbury Adams LLC
  • Certs
  • Halls
Prodotti Neocutis
una azienda che produce creme anti-rughe che contengono cellule di feti abortiti di 14 settimane di gestazione. Ecc una lista di creme anche se si raccomanda un boicottaggio di tutti i prodotti  Neocutis.

Journee Bio-Gel Prevedem
Bio-Serum Lumiere
Bio Restorative Skin Cream

VACCINI  con cellule  HEK :
MMR II (Merck)
ProQuad (MMR + varicella – Merck)
Varivax (Varicella – Merck)
Pentacel (DTaP Polio + Hib + – Sanofi Pasteur)
Vaqta (Hepatitis-A – Merck)
Havrix (Hepatitis-A – Glaxo SmithKline)
Twinrix (Hepatitis-A and B combo – Glaxo)
Zostavax (Shingles – Merck)
Imovax (Rabia – Sanofi Pasteur)

Altre medicine:
Pulmozyme (cystic fibrosis – Genetech)
Enbrel (rheumatoid arthritis – Amgen)

Fountain


See more at: wnargentina.blogspot.com.ar/2013/07/lista-de-empresas-que-utilizan-celulas.html#sthash.5XFqvsNr.dpuf

vedi anche: http://www.naturalnews.com/049367_aborted_babies_flavor_chemicals_food_corporations.html

I Miei Cosmetici  

giovedì 12 gennaio 2017

I denti possono ripararsi da soli, con le cellule staminali

I denti possono ripararsi da soli, con le cellule staminali
I denti possono ripararsi da soli, con le cellule staminali
Dopo i denti fabbricati in provetta a partire dalle cellule staminali, arriva la scoperta che grazie a queste cellule i denti possono anche auto-ripararsi. Le cellule staminali che formano il tessuto compreso tra lo smalto e la polpa, ossia la dentina, possono essere infatti stimolate a crescere con un farmaco usato contro l’Alzheimer. Lo dimostra sulla rivista Scientific Reports l’esperimento condotto sui topi sotto la guida di Paul Sharpe, del King’s College di Londra, uno dei pionieri delle ricerche per ottenere denti in laboratorio.
Non più otturazioni
Il metodo si basa sulla capacità che hanno i denti di ripararsi dopo un piccolo danno, ma la rende più efficace e la potenzia al punto da non dover ricorrere alle otturazioni, in seguito a un’infezione come la carie. Dopo un danno, i denti, infatti, per proteggere la polpa producono un sottile strato di dentina. Tuttavia questo è insufficiente per riparare grandi cavità lasciate dalla carie e i dentisti usano otturazioni artificiali, come cementi a base di calcio o di silicio.
Nuovo approccio
Però c’è un inconveniente: bisogna sostituire l’otturazione se il dente si riammala oppure se l’otturazione si deteriora e cade. Il nuovo approccio evita questi problemi e si basa su una molecola chiamata GSK-3 (glicogeno sintasi chinasi), che è usata per curare alcune malattie neurologiche, incluso l’Alzheimer, e che ha dimostrato di riuscire anche a stimolare le cellule staminali che formano la dentina.
Colla biologicaNel test la molecola è stata applicata nei denti attraverso spugne biodegradabili di ‘colla’ biologica, ossia collagene. Una volta imbevute della molecola, le spugne sono state inserite nella cavità da riparare, dove hanno liberato il farmaco che ha stimolato le staminali che producono la dentina, riparando il dente in un periodo compreso tra 4 e 6 settimane. La spugna si è degradata nel tempo e lo spazio occupato è stato sostituito dal nuovo tessuto. L’approccio, ha osservato Sharpe, è molto semplice e ”riesce sia a proteggere la polpa sia a ripristinare la dentina”. Il gruppo arriva a questo risultato dopo aver ottenuto denti in provetta nel 2013 a partire da cellule raccolte dai tessuti che rivestono le gengive e da cellule staminali adulte. 
La storia
Tuttavia il primo dente completo costruito in laboratorio e trapiantato in un topo era stato ottenuto nel 2011 in Giappone, sotto la guida di un altro pioniere di queste ricerche, Takashi Tsuji, dell’università delle Scienze di Tokyo. La gemma dentale, che era stata il punto di partenza per il dente biotech, era stata ottenuta grazie alla tecnica con cui nel 2007 gli stessi ricercatori avevano fabbricato una gemma dentale a partire da cellule staminali.
Fonte: Ansa